In Gazzetta il decreto 118/2021 che rinvia il sistema di allerta ma fa entrare subito in vigore le misure del Codice che facilitano il percorso di risanamento

La riforma delle regole sulla crisi di impresa avverrà con un percorso a tappe e un calendario lungo oltre due anni. Un itinerario previsto dal decreto legge 118/2021 (è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n.202 del 24 agosto) per rendere la normativa esistente e quella prevista dal Codice della crisi in grado di fronteggiare le situazioni di difficoltà innescate dalla pandemia.

Il punto di partenza, da cui muove anche la relazione al Dl, è la consapevolezza che una volta esauriti gli interventi normativi ed economici che hanno mitigato gli effetti del Covid, saranno molte le imprese, soprattutto medio-piccole, non più in grado di garantire la continuità aziendale. Secondo il Rapporto Pmi 2021 realizzato da Cerved e Confindustria, quando gli aiuti verranno meno, la quota di Pmi con alta probabilità di default a dodici mesi salirà dal 9,2 al 14,7% (nel Mezzogiorno dal 13 al 20,8%).

In pericolo soprattutto le società che organizzano fiere e convegni (67%), ristoranti (40%) e alberghi (34%). In termini occupazionali, a fine 2021, rispetto a dicembre 2019, i posti di lavoro persi (in tuto il sistema imprese) potrebbero essere 1,3 milioni. L’ultima fotografia scattata dal Cerved a giugno rivela inoltre una crescita del 10,7% dei debiti finanziari delle 640mila società di capitali analizzate, saliti ,dopo, il Covid a 937 miliardi.

Fonte 24+ de “Il Sole 24 Ore” del 28/08/2021